July 2010
“Ma deve esserci” mi ha risposto lui disperato.” —Renault4 (via piggyna)
“Mi dicevano, prendi questo palombo e la bistecca per i tuoi figlioli! Dai, scegli quello che vuoi”. Mi guarda, mia nonna, mentre agita il ventaglio. “Poi rientravo all’una la notte e mi davano pure le giacche dei camerieri da lavare e io dovevo far piano per non svegliare nessuno”. E io: “E quanto ti pagavano?”. E lei: “Non mi pagavano, mi davano da mangiare per i figlioli. Icché? Io voglio scegliere da me icché comprare. Che mi importa di mangiare bistecche tutti i giorni”. Mi guarda ancora e mi dice: “Io volevo stare in Mugello e non venir qua a servire i signori senza essere pagata”. Alina, la badante, mi guarda, scuote la testa e commenta: “Si chiama boom economico”. Già, il nostro storico arricchimento del paese. Me ne accorgo ora come l’ha vissuto mia nonna. […]
Alina […] quando era in Polonia faceva la bibliotecaria. Ha letto tantissimi libri perché, come dice lei: “Non è come qua che fai la bibliotecaria così… da noi, ogni libro che arrivava dovevi spulciarlo, leggerlo bene e conoscerlo per poi poterlo prestare. Uno per uno, senza sgarrare”. “Poi, cosa hai fatto Alina?”. “Poi è caduto il muro, è caduto il comunismo e hanno tagliato le biblioteche, e ho fatto un po’ l’insegnante. Poi sono venuta qua. Una volta caduto il comunismo, si è fatto spazio il capitalismo. In quel momento di passaggio io non avevo capito che bisognava essere furbi”.” —I diritti sono diritti da tutte le parti (via dottorcarlo) (via emmanuelnegro) (via batchiara)
La più bella definizione che abbiano mai dato di me. Ever.
(Waxen, via chat)
(via batchiara)
R. Gary - La vita davanti a sé
(un regalo)
(via lemezzestagioni)
(via mastrangelina)
Il contrabbasso è come un uomo di 100 kg vestito Armani e con 4 corde. Si accorgono di lui per la mole e la sua eleganza, quasi mai per il suono. In compenso, le storie più belle le raccontano loro. Suonano in piedi, dietro a tutti. Quale visuale migliore da sopra un palco?
Siete mai saliti su un…
“Fino a quando?”, ho risposto sollevando le sopracciglia.
“Fino a quando sarà in vigore il tema di italiano”.
A questo punto deve aver visto la perplessità gonfiare i lineamenti della mia faccia, così si è affrettato a spiegare: “ma non capisce? Il tema d’italiano è circondato da un’aura di assoluto conformismo. Il foglio a righe ancora intonso dopo la dettatura della traccia già trabocca di aspettative: è esattamente da quel punto che insegniamo ai ragazzi a essere ipocriti, ruffiani, compiacenti, servili… Ci pensi bene, è tutto già lì dentro”.” —
Nicola Lagioia, Scuole normali per ragazzi normali, su “Gli Asini” (luglio 2010)
Ma l’intero articolo si può leggere qui. (via violentafiducia) (via valu)
(via lalumacahatrecorna)
(203): She’s in Spain. I’m in Holland. World Cup Final is Sunday.
(917): Dude, it’s like the Romeo and Juliet of FIFA.
- Dorothy: E come fai a parlare se non hai il cervello?
- Lo Spaventapasseri: Ah non ne ho idea... ma c'è un mucchio di gente senza cervello che chiacchiera sempre"
Chi ha bisogno di una rivoltella,quando ha a disposizione una semiautomatica?” —
Nathalie Angier, Woman (via evh) (via stefigno)
ah soccia!
(o forse in questo caso no)
Il giovane Holden (via progvolution) (via inpenombra) (via elebri) (via lalumacahatrecorna) (via 31canzoni)
L’ipocrisia è la chiave della sopravvivenza?
«La prima cosa che pensi, quando incontri una persona nuova, è se potresti innamorarti di lui. O di lei. È così per tutti.»
«Davvero? E allora che dici? Come giudicheresti le mie quotazioni, buone o disastrose?»
«Non ho idea. Ma credo che potresti essere la cosa migliore che può capitarmi nella vita.»
Johan Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
” —Aspettaunattimo - Valu Confidential
ripeto i miei auguri di cuore alla mia beloved Valu e alla sua incredibile capacità di trovare le citazioni giuste per i miei momenti di pura vita.
Ma è l’unico lavoro che vale la pena di fare se vuoi lasciare un seme nel mondo che non sia una cosa così limitata e carnale come un figlio.” —Pensavo fosse amore invece era un calesse (via batchiara)
Questa fiera nasce dall’esigenza di distinguere le case editrici da quelle aziende che fanno pagare per pubblicare spesso senza operare alcuna selezione. La qualità e la selezione del prodotto sono imprescindibili per coloro che operano in ambito editoriale e per i lettori. È un occasione per scoprire nuovi libri e conoscere nuovi autori […].
Le case editrici che hanno aderito sono 18:30, Bradipolibri, Camelopardus, Fratelli Frilli, Galaad, Instar, Intermezzi, Iperborea, Isbn, Las Vegas edizioni, La Penna Blu, Marco Valerio, Marcos Y Marcos, Meridiano Zero, Minimum Fax, Neo, Nottetempo, Scritturapura, Scrittura&Scritture, Stampa Alternativa, Tunuè, Voland, XII Edizioni, Zandegù.
Questa fiera è una bella randellata in faccia a chi sostiene che l’editoria indipendente non a pagamento non esista, che non faccia nulla per promuoversi (e come no, investono diecimila euro di tasca loro e poi li buttano nel cesso, sono masochisti) e che l’unica via per pubblicare sia a pagamento. Io spero che per una volta gli scrittori si trasformino in lettori e tornino dalla fiera con tanti bei titoli in tasca. E se siete tra i fautori dell’editoria a pagamento, quei 1000€ che vorreste spendere per pubblicare spendeteli in libri.” —Vento Letterario – Fiera dell’editoria di qualità (non a pagamento) (via dottorcarlo)
A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie.
La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi […]
La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti […]
C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata […]
E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.” —L’insostenibile leggerezza dell’essere (via giuls) (via senzavoce) (via mentedistorta)