April 2010
Poi è successo che ho scoperto che le cose che volevo fare davvero mi pungevano dentro e non potevano più essere rimandate. Adesso devo provare a vedere se ci riesco e mi servirebbero nell’ordine sfacciataggine, coraggio e un paio di ballerine nuove.
(via valu)
(hahaha, pure io e mio fratello facciamo gli scaricabarile sulle parentele: “tua mamma.. perché è la tua quando fa così!” “sei proprio il figlio di tuo padre. tuo padre!”)
Mandare a fare in culo qualcuno quando se lo cerca non è maleducazione. E’ pedagogia.
ESATTAMENTE.
Dalai Lama
welcomegodot:cubeinthedesert:onepercentaboutanything:ape-maglia:flatguy: giorgiav:zuppadivetro:creativeroom
(via hollywoodparty)
La mia ragazza ha un nonno di 92 anni. Cammina col bastone, ha parecchi acciacchi. Ma è lucidissimo: gioca a carte bestemmiando e fino ad un paio di anni fa aveva le sue pecore. Questo signore ha fatto la campagna di Russia, è stato prigioniero per un anno. Quando vedo il suo sorriso, non ho bisogno di farmi raccontare la sua vita avventurosa, di come con la moglie, a dorso d’asino, andavano a Spoleto scavalcando le montagne della Valnerina per vendere le cose dell’orto. Ha 92 anni, una bellissima famiglia e credo che sappia benissimo, dentro di sè, che la sua vita è valsa la pena di essere vissuta fino in fondo, nel bene come nel male.
La mia ragazza ha anche l’altro nonno, di poco più giovane, che ha perso la moglie da tempo malata una settimana fa. Sessantasette (67) anni di matrimonio. Mi ha raccontato di come la notte sogni di cantare canzoni insieme alla moglie. Me le ha cantate, bellissime. E di come, ogni volta che si sveglia, chiami la moglie. “La chiamo, non mi risponde.” Mi ha detto. “Mi giro dall’altra parte e dormo, vado avanti”.
Io non so cosa accadrà quando queste persone saranno morte. E non credo che sia in fondo necessario essere stati partigiani o, peggio, prigionieri in Russia. Credo sia stato sufficiente vivere gli orrori del novecento anche indirettamente, per poterli raccontare ai più giovane. Chi racconterà ciò che deve essere raccontato quando queste persone moriranno?
Se avete un nonno, un conoscente che ha vissuto la guerra, qualcuno che sia nato prima del 1940, prendete un registratore, una telecamera e fatevi raccontare tutto. registrate tutto. E poi, se volete, andate sul sito di Memoro.
Ho paura per il futuro e forse, queste cose, potrebbero rappresentare un pizzico di speranza.
mio nonno è morto nove anni fa. avrebbe compiuto novant’anni quest’anno. è stato prigioniero in africa durante la guerra, mentre mia nonna, sua moglie, era sfollata in campagna per evitare i rastrellamenti dei tedeschi.
ogni volta che penso ai suoi occhi chiarissimi e alla sua anima buona, dolce, anche ingenua, mi manca. mi mancano i suoi racconti, le partite a briscola e le domeniche pomeriggio a guardare “lo sporte sul tre”. resta la croce al merito di guerra in una cornice e tutti i miei ricordi.